FUKUSHIMA DUE ANNI DOPO. LA PAURA DEL NUCLEARE

A due anni dal disastro, il Giappone ha commemorato ieri la tragedia di Fukushima. Il Paese si è fermato per un minuto di silenzio ricordando la scossa di terremoto che l’11 marzo 2011 ha causato lo tsunami e l’esplosione della centrale nucleare, la peggiore crisi atomica mondiale da Chernobyl 1986. Il premier giapponese Abe, intervenuto alla commemorazione solenne a Tokyo, alla quale hanno partecipato anche l’imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko, ha sottolineato il carattere forte del Paese e la volontà di ripresa dopo un periodo di grave difficoltà. “I nostri antenati – ha affermato il premier – hanno superato molti ostacoli e ne sono usciti sempre più forti. Noi ci impegniamo a imparare da loro e ad andare avanti tenendoci per mano”.
Intanto la ricostruzione rimane ancora la priorità per il Nordest del Paese dove circa 300.000 persone non hanno ancora una casa e le radiazioni continuano a far paura. Secondo l’agenzia di stampa Associated Press gli abitanti delle aree più colpite lamentano grande lentezza nella opere di riedificazione.
Anche la comunità internazionale ha ricordato la tragedia di Fukushima. In una nota dell’8 marzo scorso, Yurika Amano, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) ha affermato il suo sostegno alla ricostruzione nelle aree colpite dal disastro e l’impegno a rendere la produzione di energia nucleare sempre più sicura. L’Agenzia, accusata nel 2011 di una risposta troppo lenta all’emergenza giapponese, afferma ora l’impegno dei 159 stati membri nella messa in sicurezza dei reattori.
La polemica sul nucleare però continua anche alla luce dei dati contenuti in un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che rileva un pericolo di aumento considerevole dei tumori nelle persone esposte alle radiazioni di Fukushima. Particolarmente alto il rischio di tumore alla tiroide nelle donne, con un incremento del 70%.

di Elena Roda

Photo Credit: Giovanni Verlini/IAEA © IAEA Imagebank

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