ENERGIA: IL BILANCIO DI ENEA SUL SETTORE

“Un sistema energetico più efficiente e sostenibile per un futuro a basse emissioni di anidride carbonica è possibile, anzi il processo di trasformazione tecnologica è già in atto”. Con queste parole Giovanni Lelli, Commissario dell’Enea ha aperto la conferenza di presentazione del Rapporto Energia e Ambiente. Il documento, giunto alla sua undicesima edizione, presenta in maniera sintetica le dinamiche in atto nel sistema energetico nazionale e internazionale, e sviluppa scenari che mettono in evidenza quali percorsi tecnologici potrebbero consentire all’Italia di dirigersi verso uno sviluppo di tipo sostenibile e di avviare un processo di rilancio dell’industria in settori quali l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, il nucleare e l’uso di fonti fossili con tecnologie pulite CCS (Carbon Capture and Storage – cattura e sequestro del carbonio).
Il Rapporto è quindi un punto di riferimento per tutto il settore energetico del Paese, come ha sottolineato Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico: “Gli scenari prospettati dal Rapporto Enea permetteranno di effettuare scelte strategiche nel settore energetico, che dovranno essere orientate alla “Global Green Growth”, dando continuità agli incentivi per l’efficienza energetica, e investendo sulle rinnovabili e sul nucleare, per svincolare il nostro Paese dalle oscillazioni degli approvvigionamenti delle fonti fossili, per ridurre le emissioni di CO2 e per perseguire il raggiungimento degli obiettivi europei”.
Secondo il Rapporto, nel 2009 gli investimenti mondiali nel settore energetico hanno risentito della crisi economica, ma gli investimenti in fonti rinnovabili hanno registrato un calo di circa il 7%, ben inferiore alla diminuzione del 19% registrata nel settore del petrolio e del gas. Inoltre si è assistito a una crescita dell’efficienza energetica nei paesi dell’area OCSE, a un aumento degli investimenti pubblici in tecnologie low-carbon, alla commercializzazione di veicoli ibridi ed elettrici e alla ripresa degli investimenti nel settore nucleare.
A livello mondiale gli investimenti 2009 in renewable energy technologies sono aumentati del 230% rispetto al 2005. L’Italia però ha avuto qualche difficoltà nella tenuta competitiva della propria base industriale nei nuovi settori delle tecnologie low-carbon. Negli ultimi anni, infatti, gli investimenti italiani in questi settori hanno mostrato un apprezzabile tasso di crescita, ma non si sono concentrati sull’innovazione tecnologica. Ambito in cui, invece, secondo il Rapporto il nostro Paese dovrebbe cercare di fare i maggiori investimenti in vista di uno sviluppo di tipo sostenibile.
Nel 2009 la domanda di energia primaria dell’Italia è calata del 5,8% rispetto all’anno precedente, con una contrazione delle fonti fossili e una crescita di rinnovabili e importazioni di energia elettrica. Nel dettaglio, la domanda italiana di energia è composta per il 41% da petrolio, il 36% da gas, il 5% da energia elettrica importata e il 7% da combustibili solidi. Rispetto al 2008, i consumi finali di energia sono diminuiti complessivamente del 5,2%, e il livello di dipendenza energetica dall’estero è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi intorno all’85%, rispetto a circa il 70% della media dei 27 Paesi UE.
Nel 2009 il consumo interno di energia da fonti rinnovabili è aumentato del 16% e rappresenta ormai un quinto dei consumi complessivi di elettricità. La produzione di energia elettrica da rinnovabili è crescita del 17%: fotovoltaico, eolico, rifiuti e biomasse hanno registrato l’incremento più significativo, raggiungendo una quota pari al 32% del totale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, che comprendono anche settori “tradizionali” quali l’idroelettrico e il geotermico.

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