ECODESIGN A TERRA FUTURA

Sweet home è una lampada in cartone riciclabile a basso consumo, icona ironica della classica abat-jour. Poltr00n è una poltrona con pouf coordinato strutturata in sezioni di cartone che si montano con facilità e si intersecano alla perfezione senza bisogno di agganci o collanti, assicurando una seduta comoda e resistente. Re+ è una lampada in plastica riciclata e riciclabile, nata dalle rocche per la tintura dei filati.
E ancora: innovativi contenitori per la raccolta differenziata, tappeti e tessuti in fibre naturali, coloratissimi mosaici in vetro riciclato, tavolini e sedie pieghevoli di cartone…
Ecco a voi “Ecodesign”, la mostra allestita dal 28 al 31 maggio scorsi a Firenze in occasione di Terra Futura, la fiera internazionale dedicata alla sostenibilità.
Scopo dell’esposizione presentare al grande pubblico “la terza dimensione del design industriale”, cioè “il rapporto col prima e col dopo dell’oggetto, col ciclo di vita di materia ed energia che l’oggetto assorbe e consuma. Ossia la dimensione ecologica”, come ha dichiarato Beppe Croce, segretario dell’associazione Chimica verde bionet e  responsabile di Legambiente agricoltura non food, organizzatori della mostra.
Non più solo funzionalità ed estetica dunque: la crisi del mercato stimola nuove riflessioni, e dà vita a una nuova progettazione eco-compatibile dell’oggetto. Si avvia così una trasformazione radicale a monte del processo produttivo, pensata “per ridurre al minimo l’impatto di tutto il ciclo di vita del prodotto”. Gli organizzatori ricordano infatti che, secondo gli esperti del Fraunhofer Institut e della Direzione generale trasporti ed energia dell’Unione europea, “il design è in grado di determinare circa l’80% di tutti gli impatti ambientali di un prodotto”. Motivo in più per aderire a questa ricerca creativa, etica e vantaggiosa per tutti.

di Alice Paiosa

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