DRAGONFLY, IL GRATTACIELO CHE RESPIRA

Come immaginate la fattoria del futuro? Il designer americano Vincent Callebaut ha pensato a una grande ala di farfalla da collocare sulle acque dell’East River di New York. Il progetto prende il nome di Dragonfly, “libellula”, e prevede 132 piani coltivabili, autosufficienza energetica e massimo confort abitativo.
Se il prototipo venisse realizzato, si tratterebbe della prima vertical farm americana, in grado di ospitare fino a 28 diverse coltivazioni, capi di bestiame, ma anche centri commerciali, cinema, teatri, uffici e appartamenti.

Fattorie verticali
L’idea del vertical farming, elaborata nel 1999 da Dickson Despommier, professore della Columbia University, è quella di combinare architettura sostenibile e agricoltura urbana. Come? Collocando vere e proprie “torri agricole” climatizzate nel cuore delle metropoli mondiali per ospitare allevamenti e coltivazioni capaci di garantire una produzione continua tutto l’anno.
Il progetto si basa sul concetto di agricoltura verticale, un metodo per far crescere le piante senza l’utilizzo del suolo: l’acqua irriga direttamente i raccolti ai piani superiori e poi filtra verso il basso, rendendo così possibile la diversificazione dei prodotti. Gli alimenti, coltivati nel cuore delle metropoli, sarebbero sempre freschi e non avrebbero bisogno di lunghi e costosi trasporti. Inoltre, la coltivazione indoor aiuterebbe a fermare l’uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti a base di petrolio.
Primo obiettivo dei promotori del vertical farming, o sky farming, è quello di garantire la massima efficienza dell’intero complesso mantenendo basso l’impatto ambientale e ridotti i costi di costruzione e manutenzione. Il riciclaggio, ad esempio, viene studiato in modo da permettere di recuperare persino il vapore acqueo prodotto da piante e animali per trasformarlo in acqua da imbottigliare e vendere agli esercizi commerciali confinanti.
Il progetto prevede poi lo sfruttamento di fonti rinnovabili come il solare e l’eolico e in questo modo contribuisce a evitare il riscaldamento globale. Metodi organici consentono infine di produrre l’energia necessaria al sostentamento del grattacielo attraverso il recupero di rifiuti e scarti che, convogliati nei sotterranei del grattacielo, vengono trasformati in metano.

Uno sguardo al futuro
Fattorie verticali come Dragonfly permetterebbero di avere metropoli più pulite e al tempo stesso di abbandonare aree agricole da tempo impoverite a causa dell’agricoltura intensiva o distrutte da inondazioni, siccità, uragani e monsoni, oggi sempre più incontrollabili. Inoltre, in poco spazio e a basso costo si produrrebbe cibo in grado di sfamare circa 50.000 persone l’anno, dato non trascurabile se si considera che entro il 2050 la popolazione della terra supererà i 9 miliardi e che le grandi città saranno sempre più densamente popolate.
L’idea sembra oggi avviata verso realizzazioni concrete. Zone ad alta densità abitativa come Shangai, Abu Dabi e gli Emirati Arabi si stanno mostrando interessate, così come le grandi metropoli statunitensi, che si trovano a fronteggiare la crisi del mercato immobiliare, con ampi spazi inutilizzati da riqualificare.

http://www.inhabitat.com/2009/05/18/dragonfly-urban-agriculture-concept-for-ny/

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