COMLAB: LE NUOVE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA

Si concluderà oggi la prima edizione della manifestazione “Stati Generali della Comunicazione Pubblica in Italia e in Europa”. In programma dal 6 all’8 ottobre, la tre giorni è stata la sede di dibattiti e approfondimenti sull’evoluzione della comunicazione pubblica, disciplina che da qualche anno è divenuta di strategica importanza nella Pubblica Amministrazione.
Pensata come confronto su quanto è stato fatto e sugli scenari futuri, la manifestazione si è svolta a Palazzo Re Enzo nel cuore di Bologna, a sottolineare la centralità della città e del cittadino rispetto alla tematica. Gli incontri hanno coinvolto scuole, università, enti, aziende che si occupano di nuove tecnologie, esperti di formazione e professionisti della comunicazione pubblica.

Per chiarirci le idee sulla situazione della Comunicazione Pubblica in Italia, Urbano Creativo ha rivolto qualche domanda ad Alessandro Rovinetti, segretario generale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

Perchè nasce COM-Lab? Quale è il suo obiettivo?
Com-Lab si pone l’obiettivo di realizzare e sviluppare un luogo libero e aperto al confronto sulle strategie della comunicazione pubblica, le professioni, la formazione, l’innovazione tecnologica della pubblica amministrazione e il ruolo fondamentale dell’Università, per far crescere questa disciplina. Una disciplina deputata a cambiare le non facili relazioni tra chi amministra e chi è amministrato.
Quale è la situazione italiana nei confronti della comunicazione e della partecipazione pubblica? Quanto è sentita all’interno delle istituzioni questa esigenza?
L’Aicpi, l’associazione che rappresento, intende la comunicazione pubblica come un insieme di contenuti in grado di mettere il cittadino davvero alla pari con le proprie istituzioni e non un elegante modo per incartare il nulla. Procede in modo difforme: attecchisce prima e meglio laddove la centralità del cittadino richiede qualità di servizi, organizzazioni semplificate e modalità nuove di partecipazione e collaborazione. Arranca e rischia di essere schiacciata dalla propaganda in quelle amministrazioni ancora ferme alla centralità delle procedure.
Quali sono le prospettive del suo sviluppo?
Molte e interessanti. La comunicazione pubblica è uno degli acceleratori del cambiamento delle nostre organizzazioni. Senza comunicazione non solo i processi di riorganizzazione e semplificazione subiranno contraccolpi preoccupanti ma avremo amministrazioni sempre meno legittimate dai cittadini. Com-Lab nasce anche per dare a molti la consapevolezza che in gioco è un parte grande del futuro non solo dei dipendenti pubblici, non solo degli studenti delle facoltà di Scienze della comunicazione ma dello stesso sviluppo delle nostre comunità. Questa non è questione di una parte, ma interesse di tutti coloro che hanno a cuore un Paese moderno ed europeo.
Può indicarci qualche ente locale virtuoso che ha attivato strategie vincenti di partecipazione e comunicazione pubblica?
Non mi piace compilare elenchi, non solo perché inevitabilmente c’è sempre qualcuno che resta, senza meritarselo, escluso da un giudizio positivo. Preferisco sottolineare che enti locali virtuosi non sono patrimonio di una sola parte del Paese. Se proprio dovessi dare un nome, mi piace citare Scafati, un centro della Campania dove da anni le attività di informazione e comunicazione, pur in un contesto non facile, hanno prodotto un clima e risultati molto positivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *