CITTÀ ITALIANE PIÙ TARTARUGHE CHE LEPRI

Brusca battuta d’arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana in Italia. Lo dicono i dati della XVI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia che valuta la capacità dei capoluoghi di Provincia di gestire la pianificazione urbana e tutelare le proprie risorse naturali.
Quest’anno la classifica è dominata da Verbania, “città lepre” che con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 70% ha raggiunto con netto anticipo l’obiettivo del 65% fissato per il 2012 dal decreto sul recupero dei rifiuti. In generale, sono i Comuni del centro-nord a primeggiare, con Belluno, Parma, Bolzano e Siena in testa alla graduatoria grazie soprattutto allo sviluppo della mobilità ciclabile e del trasporto pubblico.
Male invece il sud, soprattutto la Sicilia, con Catania in fondo alla lista insieme agli altri otto capoluoghi di Regione. In queste “città tartaruga” si butta al vento il 50% dell’acqua potabile immessa in rete, si depura un terzo degli scarichi fognari, si raccoglie in maniera differenziata solo il 3% della spazzatura, inoltre si evidenziano un alto tasso di motorizzazione, un mediocre trasporto pubblico, pochissime isole pedonali e scarse zone a traffico limitato.
Nell’insieme, il rapporto segnala pochi miglioramenti rispetto allo scorso anno, a testimonianza della scarsa attenzione nelle città italiane per le politiche ambientali. Si fa fatica a capire che una gestione dei rifiuti, della mobilità e dell’energia più attenta e lungimirante offre grandi opportunità, anche economiche. “Non investire nella sostenibilità urbana produce un doppio danno, sia locale che globale – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – Migliorando l’ecosistema urbano si offre un ambiente più vivibile ai cittadini e, nello stesso tempo, si contribuisce alla riduzione dei gas serra che stanno facendo salire la temperatura del pianeta. È nelle città infatti che si concentrano le più alte percentuali delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e degli spostamenti. Dunque è da qui che bisogna partire”.

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