ATTIVISMO URBANO. L’ESEMPIO DI TORINO

Tutti possono generare un cambiamento positivo nell’ambiente delle città contemporanee, nel modo di abitarlo e immaginarlo: dagli architetti agli studenti, dai bambini agli ingegneri, dagli amministratori pubblici agli artisti, dai ciclisti ai pedoni. Basta un po’ di creatività. Ne sono convinti i promotori del movimento – blog Attivismourbano.org, il gruppo torinese che promuove la cultura dell’attivismo urbano.
Nei mesi scorsi il gruppo ha coinvolto gli studenti del corso di Disegno industriale per la comunicazione visiva II (Laurea specialistica in Ecodesign) del Politecnico di Torino, chiamandoli a inventare un progetto innovativo per stimolare i cittadini a riappropriarsi degli spazi della loro città. Il risultato? Sei progetti interattivi e coinvolgenti, presentati in Università lo scorso 28 giugno dai ragazzi stessi.
Per ripristinare il rapporto uomo-natura in ambiente urbano sono nate ad esempio le tre azioni chiamate Ort-Ike: l’Orto dei pensieri, che semina piantine e buone intenzioni, l’Appendino, che offre ai passanti bottiglie di plastica trasformate in vasi da appendere ai Torelli torinesi, e il Parkour, l’“attacco” che lascia sui balconi delle case e nei negozi piantine di frutta e verdura. E ancora: il progetto Yes Place mira a provocare i cittadini proponendo azioni non convenzionali in spazi urbani poco frequentati. Un esempio? Grandi cruciverba colorati alle fermate dell’autobus in piazza Castello, a Porta Susa, e in piazza della Repubblica. CicloCaffè offre invece ai passanti l’occasione di guadagnarsi un caffè pedalando in sella a una bicicletta dotata di moka elettrica e generatore. Alla due ruote è dedicato anche il progetto inBiCi, tra Bike Pride e pompette verdi disseminate per la città per dare una mano ai ciclisti in difficoltà.
Il gruppo dei Kotoba invece ha voluto mettere in comunicazione i cittadini con l’Amministrazione raccogliendo attraverso Facebook pensieri e richieste da sottoporre ai diretti interessati. Armati di cartoncini e filo rosso, nella notte del 10 giugno gli ideatori dell’azione hanno appeso i messaggi dei torinesi agli alberelli di fronte al portone del Comune. E infine ActChalk: lattine, bottiglie e cicche di sigarette raccolte da un tratto di corso Ferrucci e trasformate in maracas, fiori e nidi per uccelli per poi dar vita a una vera e propria festa urbana, tra corso Ferrucci e via Monginevro.

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