ALLA SCOPERTA DEL PATTO DI STABILITA’

Caso Grecia? Mai più. La Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di misure sulla governance economica. La proposta, oggi al vaglio del Consiglio europeo, riforma profondamente il Patto di stabilità e crescita. Matteo Fornara, rappresentante a Milano della Commissione europea, ci aiuta a capire cos’è il Patto di stabilità, chi riguarda, e cosa cambierà in caso di adozione della proposta della Commissione. “Il Patto di stabilità è lo strumento attraverso il quale l’Unione europea verifica il rispetto dei criteri di appartenenza alla zona euro. Questi criteri sono stati fissati nel 1997 nella sezione economica dei Principi di Copenhagen, che più in generale stabiliscono i parametri politici, economici e comunitari che uno Stato deve rispettare per aderire all’Ue. L’obiettivo era quello di garantire disciplina di bilancio nell’area dell’euro, contro una futura instabilità economica e monetaria. Il Patto e i nuovi provvedimenti dunque non interessano tutti i 27 Stati dell’Ue, ma solo quelli della zona euro: gli 11 Paesi della ‘vecchia Europa’ più Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia, a testimonianza della forza di attrazione dell’euro. New entry l’Estonia, che adotterà la moneta comune dal gennaio 2011”.
Il pacchetto legislativo ha come scopo una sorveglianza più ampia e migliore delle singole politiche di bilancio degli Stati della zona euro e di quelle macroeconomiche. “Dopo la crisi e il caso specifico della Grecia è emersa con chiarezza l’esigenza di rispondere alle carenze della normativa vigente predisponendo nuovi meccanismi di controllo e limitando così i margini discrezionali nell’applicazione delle sanzioni. Finora infatti il Patto di stabilità si concentrava più sulla prevenzione dei deficit eccessivi che sulle giuste punizioni”. Mano pesante dunque sugli Stati membri il cui debito supera il 60% del Pil, che ora saranno obbligati ad adottare misure per ridurlo a un ritmo soddisfacente, fissato al 5% annuo. “L’Italia ad esempio, che ha un debito pubblico pari al 118% del suo Pil, quasi il doppio del limite massimo fissato dal Trattato di Maastricht, dovrà rientrare di circa 40 miliardi di euro all’anno”. Per gli Stati che non rispettano il Patto di stabilità  inoltre sono previste nuove sanzioni. La proposta è quella di applicare un deposito pari allo 0,2% del Pil in caso di disavanzi eccessivi di un determinato Paese. E se il disavanzo non verrà corretto entro tre anni il deposito verrà convertito in multa.
“Si tratta del più ampio rafforzamento della governance economica dal lancio dell’Unione economica e monetaria. La decisione del Consiglio in merito alle proposte della Commissione determinerà le Finanziarie dei prossimi anni, che si prospettano molto rigide nei paesi meno virtuosi. Ai cittadini però si garantisce il futuro della moneta unica, che in tempo di crisi ha già saputo dimostrare la sua forza”
. D’altronde il Patto di stabilità mira proprio ad assicurare che gli Stati attuino politiche di bilancio prudenti nei periodi favorevoli per costituire le riserve necessarie nei periodi di recessione. Questo però non deve bloccare la crescita economica. “Tutte le riforme proposte mirano ad assicurare all’Ue e all’area dell’euro un coordinamento più efficace in materia di politica economica, e quindi capacità e forza necessarie per condurre politiche economiche sane, contribuendo a una crescita e a un’occupazione più durature in linea con la strategia Europa 2020. Pensiamo ad esempio alla ricerca, a cui dovrebbe essere destinato il 3% del Pil, contro l’1,5% garantito oggi dall’Italia”. Una cosa è certa: la futura politica economica degli Stati europei sarà intrecciata a doppio filo a questo pacchetto di riforme, e le prossime campagne elettorali non potranno certo ignorare l’argomento.

 

DISCOVERING THE STABILITY PACT

Greek case? Never again. The European Commission has approved a new package of measures on economic governance. The proposal, that is being considered by the European Council, deeply reforms the Stability and Growth Pact. Matteo Fornara, representative of the European Commission in Milan, helps us to understand what the Stability Pact is, who concerns, and what will change at the adoption of the Commission proposal. “The Stability Pact is an instrument through which the European Union checks the criteria for membership in the euro zone. These criteria were established in 1997 in the economic section of the Principles of Copenhagen, which in general sets the political, economic and community parameters that a State must observe to join the EU. The objective was to ensure budgetary discipline in the euro area, against a future economic and monetary instability. The new measures, therefore, aren’t relevant to all 27 EU States, but only to those of the euro zone: the 11 countries of  the ‘old Europe’ plus Cyprus, Malta, Slovakia and Slovenia, demonstrating the attractiveness of euro. Newcomer Estonia, which will adopt the common currency by January 2011”. The legislative package aims at a wider and better monitoring of fiscal policies in the euro area and of the macroeconomic policies. “After the crisis and the specific case of Greece it was clear the need to respond to the shortcomings of the existing legislation providing new mechanisms for monitoring and limiting the discretion in implementing sanctions. Until now, the Stability Pact focuses more on prevention excessive deficits than on right punishment”. So: heavy hand on the Member States whose debt exceeds 60% of GDP, which will now be obliged to take measures to reduce it to a satisfactory rate, set at 5% per year. “Italy, for example, which has a public debt equal to 118% of its GDP, nearly double the maximum limit fixed by the Maastricht Treaty, will fall by about 40 billion euros a year”. For all the States that don’t comply with the Stability Pact there are also new sanctions. The proposal is to apply a deposit equal to 0.2% of GDP in case of excessive deficits in a country. And if the deficit isn’t corrected within three years, the deposit will be converted to fines.
“This is the broader strengthening of economic governance since the launch of EMU. The Council decision on the proposals of the Finance Commission will determine the financial policies of next few years, facing very harsh in the least virtuous States. However, citizens will be guaranteed about the future of the currency, that has already been able to show its strength, even in times of crisis”. Moreover, the Stability Pact is specifically designed to ensure that Member States implement prudent fiscal policies in good times to build up the necessary reserves in times of recession. But this shouldn’t block the economic growth. “All the proposed reforms aim to ensure to the EU and the euro area a more effective coordination in economic policy, and skills and strength to carry out strong economic policies, contributing to a more sustainable growth and employment in line with Europe 2020. Research should be allocated at 3% of GDP, and not at the 1, 5% guaranteed by Italy today”. One thing is certain: the future economic policy of European States will be braided with this package of reforms, and the upcoming election campaign certainly won’t ignore this topic”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *