ACQUA IN BOTTIGLIA? NO, GRAZIE

Le bottiglie di acqua minerale sono inutili. Peggio ancora, inquinano e sono pericolose per l’ambiente. Ne è convinto un piccolo paese australiano, Bundanoon, il primo al mondo a vietare tassativamente l’acqua imbottigliata. Qui una legge approvata dalla grande maggioranza dei cittadini ha sostituito le bottiglie usa e getta con quelle da riempire alle fontane di acqua pubblica installate in centro paese. Huw Kingston, portavoce della campagna ecologista australiana, spiega il motivo della scelta: “L’industria delle bevande realizza enormi profitti vendendo qualcosa che si può avere gratis. La scelta di Bundanoon evita lo spreco di energia e risorse preziose, e diminuisce la produzione di rifiuti difficili da smaltire”.
Estrarre e imbottigliare l’acqua minerale richiede infatti energia equivalente a 50 milioni di barili di petrolio ogni anno, a cui si deve aggiungere l’emissione di Co2 causata dal trasporto su gomma. Senza contare che per produrre una bottiglia da un litro di minerale servono ben tre litri d’acqua, necessari alla lavorazione della plastica. Un vero e proprio paradosso che vede coinvolta anche l’Italia, prima consumatrice in Europa di acqua minerale, terza in tutto il mondo dopo Emirati Arabi e Messico.
Da noi Legambiente, in collaborazione con Altreconomia, promuove l’iniziativa “Imbrocchiamola!”, che invita a bere acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia. Sono già più di 1.000 i ristoranti, i bar e le pizzerie che in tutta Italia hanno aderito al progetto, permettendo ai clienti che lo chiedono di cenare con una caraffa d’acqua. Da ottobre 2009, all’elenco si sono aggiunti anche 40 esercizi di Milano, grazie all’adesione di Metropolitana Milanese Spa, la società che gestisce l’acqua pubblica in città. L’azienda ha deciso di impegnarsi concretamente realizzando per questa campagna un’esclusiva brocca di design. Inoltre, fornirà ai ristoratori aderenti dei cavalierini con i dati dell’acqua dei rubinetti milanesi che, assicurano i gestori, è di ottima qualità.
Visitate il sito www.imbrocchiamola.org per conoscere tutti i dettagli della campagna e gli esercizi che aderiscono all’iniziativa.

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