A SPASSO CON L’ASINO

L’Abruzzo in sella a un asino. Per riscoprire un antico modo di spostarsi, quello dei viandanti e dei pellegrini. Per lasciarsi trasportare lungo sentieri ricchi di storia e suggestioni. Questo il viaggio di Andrea Bocconi e Claudio Visentin, un professore universitario e uno scrittore di viaggi, in compagnia dei loro figli Pietro e Martina, undici e dieci anni. Veri protagonisti dell’avventura Nino ed Eva, i due asini che hanno deciso tappe e tempi dell’itinerario. “Perché un asino quando si impunta si impunta – spiega Visentin – e non c’è verso di smuoverlo. Non si può far altro che fermarsi con lui e guardarsi intorno. Assaporando quello che ogni sosta ci offre”.
Un viaggio lento dunque. Una settimana per percorrere 35 chilometri nella Marsica, accanto all’autostrada che porta da Tagliacozzo a Celano, nella Piana del Fucino. In macchina avrebbero impiegato poco più di mezz’ora. In compagnia dei due asini invece i quattro viandanti riscoprono a bassissima velocità gli antichi sentieri d’Abruzzo, tra pause, cambi di direzione, incontri imprevisti e paesaggi capaci di sorprendere.
La vacanza diventa così esperienza di vita, un inno alla lentezza e alla modestia, contro la frenesia della vita cittadina. Un modo unico per imparare a non essere superficiali, a godere delle piccole conquiste quotidiane, anche sotto una pioggia che non accenna a smettere. Un percorso di scoperta da consigliare a tutti, anche attraverso un libro, “In viaggio con l’asino”, che è insieme resoconto dell’avventura e guida di viaggio. Il volume è infatti ricco di consigli pratici per chiunque volesse spostarsi in compagnia di un asino. Vengono persino citati fatti storici e letterari che videro protagonista questo animale troppo spesso dimenticato: dal ciuco di Sancio Panza a Modestine, l’asinella del viaggio che Robert Louis Stevenson compì nelle Cévennes nel lontano 1878. In altre parole, un libro dedicato a tutti coloro che preferiscono l’umile, resistente e testardo asino al più aristocratico cavallo. “D’altronde – conclude Visentin – o si è di una scuola o dell’altra. Non ci sono compromessi”.

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